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Beverage nella ristorazione: gli errori che (troppi) locali continuano a fare e come evitarli 

Beverage nella ristorazione: un aspetto fondamentale, spesso sottovalutato. Eppure, il successo di un locale passa anche dalla qualità, dalla varietà e dalla gestione delle bevande.  

Da oltre 70 anni noi di Di.Be. serviamo ristoranti, bar e hotel di Roma con bevande e alimentari, una lunga esperienza e tante visite a clienti piccoli e grandi che ci hanno permesso di notare e fare tesoro di quei piccoli errori che se ripetuti in maniera assidua possono presto trasformarsi in perdite di denaro e di clienti. 

Una perdita insopportabile, che se non gestita bene può mettere in grave difficoltà un locale. Per questo motivo abbiamo deciso di stilare la lista degli errori più comuni in ambito beverage nella ristorazione. 

Una lista trasversale, adatta dal bistrot al ristorante stellato, dalla trattoria al bar di passaggio in centro città. Continua a leggere, scopri gli errori più comuni e soprattutto come evitarli con azioni e passaggi semplici e pratici. 

Perché il beverage nella ristorazione è così importante? 

Il beverage nella ristorazione non è solo una voce di menù, è una parte integrante dell’esperienza di visita e di consumo del cliente. Un vino ben abbinato al piatto richiesto dal cliente, una birra artigianale di nicchia che caratterizza la proposta ma anche solo un’acqua minerale servita con la giusta eleganza possono davvero fare la differenza nell’esperienza del cliente e trasformare una breve sosta o un pranzo ordinario in qualcosa di magico. 

Un piccolo sforzo che spesso non viene nemmeno provato, con ristoratori che considerano le bevande solo come un accessorio al cibo e magari una bella voce di spesa nel conto finale. 

Una mancata attenzione che spesso può costare cara, nell’immediato e nel tempo. 

Un beverage curato aumenta infatti lo scontrino medio, fidelizza il cliente e valorizza i piatti. Non solo: una selezione intelligente e quello sforzo in più nel servizio può distinguere molto di più dalla concorrenza rispetto ad altre azioni di marketing e pubblicità. 

Errore n.1: Offerta di bevande troppo limitata 

Molti locali propongono sempre le stesse etichette: una birra commerciale, un rosso da tavola e due acque. Il cliente, però, non si accontenta più. L’avventore è sempre più curioso e informato, ha più possibilità di scelta e probabilmente un numero minore di uscite a disposizione. Un insieme di fatti e opzioni che portano a voglia di sperimentare e a grandi aspettative in termini di varietà e qualità. 

Come si evita? 

  • Aggiorna, anche solo per qualche voce il menù beverage ogni stagione. 
     
  • Offri alternative locali o artigianali a fianco dei marchi blasonati e commerciali. 
  • Chiedi aiuto e consulenza a un fornitore esperto per quanto riguarda novità e tendenze. 
     

Curiosità: Secondo l’Osservatorio FIPE 2024, il 68% dei clienti sceglie un ristorante anche in base alla carta dei vini e delle birre. 

Errore n.2: Scarsa attenzione alla conservazione 

Ogni bevanda presenta specifiche caratteristiche di conservazione. Se anche l’acqua naturale presenta specifici requisiti di immagazzinaggio, figuriamoci quando si parla di vino, birra o bibite frizzanti. 

Una perdita di qualità evidente che porta a materiale da buttare e ad un’esperienza gustativa rovinata. Qualcosa di tangibile, sia al gusto sia al portafoglio, eppure molti locali, ancora oggi, non hanno uno spazio adatto da dedicare alla conservazione delle bevande.  

Come si evita?

Qua ci sarebbe da scrivere un’intera enciclopedia, ma parti almeno dalle basi: 

  • Conserva i vini in orizzontale, in ambienti freschi e bui. 
     
  • Non esporre le bottiglie a fonti di calore. 
     
  • Verifica le scadenze e le condizioni delle confezioni. 
     

Una cantinetta refrigerata ben organizzata può migliorare di molto il servizio e ridurre gli sprechi. 

Errore n.3: Personale poco preparato 

Hai mai chiesto un consiglio su un vino e ricevuto una risposta vaga? Oppure ordinato una birra artigianale e visto il cameriere versarla male, rovinando la schiuma? 

Formare il personale sul beverage presente sulla lista e su come servire nel modo più corretto può fare tutta la differenza di questo mondo. Non serve un sommelier per avere un addetto preparato capace di dare una risposta pertinente, un consiglio o di servire in modo corretto una consumazione. Con un po ‘ di competenza si guadagna in esperienza complessiva e perché no anche guadagni… 

Come si evita?

  • Organizza mini-corsi periodici per lo staff. 
     
  • Coinvolgi il tuo fornitore: spesso offre formazione gratuita. 
     
  • Crea una breve guida interna con descrizioni di vini, birre e bevande speciali, una sorta di semplice vademecum con le info più semplici e comuni. 
     

Errore n.4: Non valorizzare il beverage nel menù 

Molti menù dedicano una pagina intera ai secondi piatti, ma solo una colonna alle bevande. Una sproporzione poco sensata anche dal punto di vista economico e dei possibili guadagni. Con poca scelta e una presentazione poco attraente, il cliente tende a scegliere “in fretta”, senza farsi tentare. 

La valorizzazione del beverage è invece una vera e propria strategia di marketing base. Descrizioni accattivanti, qualche info in più e magari qualche consiglio in merito ai possibili abbinamenti possono aumentare le vendite e la soddisfazione del cliente. 
 

Come si evita?

  • Scrivi descrizioni brevi, ma coinvolgenti, non solo nome prodotto e prezzo. 
     
  • Suggerisci abbinamenti (“Ottimo con il nostro tagliere di salumi”). 
     
  • Inserisci una selezione del mese, per invogliare alla scoperta. 
     

Errore n.5: Prezzi poco equilibrati 

Un bicchiere di vino va venduto a 3 euro o a 12 euro? Entrambe le scelte possono essere sbagliate, se non sono coerenti con il tipo di locale e con il target. 

Prezzi troppo bassi sono spesso indice di scarsa qualità. All’opposto prezzi troppo alti potrebbero diventare vere e proprie barriere psicologiche che scoraggiano di fronte a una scelta.  

Come si evita?

  • Analizza i listini dei concorrenti nella tua zona. 
     
  • Tieni conto del ricarico, ma anche del valore percepito. 
     
  • Offri diverse fasce di prezzo: da quella “accessibile” a quella “premium”. 
     

Errore n.6: Non sfruttare i trend del momento 

Il mondo del beverage è in continua evoluzione: mocktail, vini naturali, birre sour, kombucha… Chi resta fermo rimane indietro. 
I clienti più giovani, in particolare, amano scoprire novità e condividere l’esperienza sui social. Se un locale propone qualcosa di insolito, viene ricordato. 

Come si evita?

  • Inserisci una sezione “novità” nel menù beverage. 
     
  • Fai test con piccole quantità prima di inserirle stabilmente. 
     
  • Raccogli i feedback dei clienti e adatta l’offerta. 
     

Beverage nella ristorazione: come fare la differenza 

Affidati a fornitori esperti e flessibili 

Scegliere il giusto partner per la fornitura delle bevande è una scelta strategica. Non è solo una questione di prezzo, ma di servizio, consulenza e affidabilità. 

Noi di Di.Be. lavoriamo da oltre 70 anni a fianco dei ristoratori di Roma, portando non solo prodotti di qualità, ma anche soluzioni concrete per migliorare la gestione di ogni aspetto del beverage. Dalla logistica personalizzata al supporto nella fase di selezione dei prodotti e delle referenze, siamo al fianco di chi lavora nella ristorazione in ogni passaggio. 

Conclusione: il beverage come opportunità 

Il beverage nella ristorazione non è un semplice dettaglio. È un’opportunità concreta per aumentare la qualità percepita, fidelizzare i clienti e migliorare i margini. 

Se vuoi un consiglio personalizzato o scoprire le nostre soluzioni per ristoranti, bar e hotel, contattaci senza impegno: siamo pronti a portare qualità e competenza anche nel tuo locale. 

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